lunedì 10 agosto 2009

Call of Cthulhu (III° episodio)


Siamo di nuovo in camera di Seamus dopo che abbiamo parlato con quello strano individuo che si dichiara essere un Dio, ha detto al dottor Shultz di conoscere Paul e di proteggerlo contro l'onda mentre a me e a Seamus fa avere una visione di un uomo che ruba un'enorme collana composta da una decina, circa, di pietre di ametista; il ladro riesce a far uscire del liquido da questa collana e, la scena si sposta nella camera del mio ex datore di lavoro, la fa poi colare sul viso del vecchio direttore. Questo reperto ci viene detto che si chiama “Collana dei Re”.
Nel letto di Seamus però non c’è più Viola, al suo posto c’è un’altra donna, un poco più bassa di Viola con la carnagione decisamente più scura e i capelli tagliati cortissimi. Quando si sveglia e ci vede urla delle parole incomprensibili verso di noi e poi sviene. Il dottor Shultz le fa annusare dei sali e quando rinviene tentiamo di farla calmare e offrendole dell’acqua che beve direttamente da una caraffa. Dopo un po’ di tempo riusciamo a comprendere che questa donna si chiama Ara e pensiamo arrivi dal mondo dove eravamo prima, l’Antico Egitto!
Non comprendo perché ma crede che io sia la sua serva, la cosa non mi da particolare gioia ma la aiuto a tirarsi via i suoi “vestiti” e a metterne qualcuno più consono per l’epoca in cui siamo.
Per comprendere quello che ci dice l'egiziana viene deciso che io vada al museo e, in quanto nuovo direttore, chiami un esperto di egittologia e gli chieda cosa sa di una certa Ara. Non viene fuori molto tranne che può essere o una sacerdotessa o la figlia di un faraone morta precocemente. Tendo a credere che, dal modo in cui si era comportata a casa di Seamus, sia la figlia del faraone. Si scoprirà più avanti che avevo torto.
Il fatto curioso che vengo a scoprire che oggi non è mercoledì ma già giovedì, siamo stati in quella dimensione per più di quanto pensassimo!
Siccome non riusciamo a comprendere ancora che ci dice Ara chiamo il docente di egittologia che mi aveva dato già alcune informazioni su questa donna e gli chiedo di incontrarci per un ulteriore favore. Giunto a casa di Seamus crede che la donna davanti a lui sia solo una brava attrice e che il dottore e Seamus cerchino di truffarmi, ma nonostante tutto accetta di tradurre le miriadi di fogli che lei scrive in geroglifici ed è qui che scopriamo che lei in realtà è una sacerdotessa del Dio che avevamo visto due giorni prima.
Mentre io vado al lavoro Shultz e Seamus vanno al manicomio di Paul a presentargli Ara e a vedere se si conoscono. Paul comprende benissimo ciò che dice Ara ma continua a vedere la persona di Viola e non, come noi tre, la sacerdotessa. Nel mio studio intanto mi fermo a pensare a Viola, a chiedermi dove sarà e cosa le sta succedendo sperando di arrivare presto alla fine di questo nuovo enigma.
La sera, per non rimanere sempre a casa di Seamus, ci trasferiamo tutti a dormire da me. Prima di andare a dormire cerco una volta in più di instaurare un mimino di rapporto con Ara, mi aiuta a curare una ferita che ho nella spalla anche se non capisco nulla di quello che dice e scrive; tengo il foglio che mi ha dato dove penso esserci una eventuale cura.
Il giorno dopo ci rechiamo alla casa del vecchio direttore del museo dove ora vive sua figlia. Entrano solo Shultz e Seamus, la figlia del mio vecchio capo non mi ha mai sofferto e ora che mezza Boston crede che lo abbia ucciso io credo che mi soffra ancora meno. Riescono ad avere delle informazioni su un amico di suo padre,un certo Kugan, lo stesso che io e Seamus abbiamo visto versare il liquido in faccia ad Erasmus; e su padre Black, il sangue si gela a tutti e tre alla visione di questo nome.
Ci spostiamo a casa di Inga Kugan, dove veniamo accolti con un fucile puntato contro la mia faccia e la donna che mi intima di andarmene chiamandomi “orrido demone”,non potevo avere accoglienza migliore! Solo per aver rotto uno specchio guardandoci dentro! Ma alla fine la convinciamo a darci le istruzioni per trovare lo Shan più vicino a noi,un insetto ripugnante di luce con due sederi, nonostante lei non ci faccia mai entrare in casa, calpestare il suo giardino ( che verrà distrutto dalle mani di Ara) e non lascia mai il suo amato fucile. Ci spiega anche che gli Shan sono gli insetti che nascono dalle “perle” della collana dei re, ma lei giustamente le chiama uova; ci spiega inoltre che il rituale è da fare di notte al buio.
Quindi, aspettiamo che venga notte a casa del dottor Shultz, e verso le 22.00 facciamo questo rito. All’inizio non accade nulla e si pensa che il dottore non faccia schifo solo come medico, ma poi una fiammella comincia a rischiarare la stanza e mano a mano che si ingrandisce comincia a fluttuare uscendo in fine dalla finestra e dirigendosi verso il parco.
Non ricordo più nulla di quello che è successo subito dopo ma mi è stato raccontato che abbiamo inseguito la fiamma che ha raggiunto una notevole dimensione e siamo arrivati al parco dove abbiamo trovato una banda di barboni, uno di questi si è ribellato e Ara l’ha messo a tacere. Io mi sono ripresa quando ormai eravamo all’ospedale, abbiamo soccorso questo barbone a cui qualcuno aveva tirato via la lingua e rischiava di morire dissanguato.
Fuori dall’ospedale con Ara mi accendo una sigaretta che rischiarami le idee, lei mi guarda perplessa, e ad un tratto mi sento chiamare dall’alto. Vedo Shultz con una pseudo pentola in mano che me la porge dicendo che al suo interno c’è uno Shan, tirato via dal cervello del barbone. Mi sembrava strano che avevamo soccorso un barbone per nulla!
Portiamo lo Shan a casa di Shultz e lo diamo al suo maggiordomo perché lo metta in un luogo sicuro. Mentre decidiamo il da farsi un colpo di fucile rompe la finestra. Riusciamo a vedere che chi ci vuole morti sono altri due barboni da cui escono dai capelli dei filamenti luminosi; altri Shan usciti dal guscio che vogliono il loro fratellino indietro. Riusciamo a uccidere i due barboni e da uno di loro tiriamo fuori un altro Shan vivo, il terzo Shan muore col proprietario del corpo che manipolava, una donna. Lo Shan morto comincia a perdere la sua lucentezza e a svanire nel nulla. Nella borsa della barona troviamo un uovo di Shan ancora chiuso e non luccicante, lo portiamo in cantina insieme agli altri due che sono stati rinchiusi in delle bocce di vetro.
Ara intanto cura la mano di Seamus che si era “ferito” durante la lotta e fa toccare a me e a Shultz l’uovo di Shan, con nostro immenso stupore riusciamo a comprendere quello che dice Ara. Intanto Seamus sta ricomponendo il diario di uno dei due cadaveri dove viene raccontato il resoconto della sua vita, la scoperta della collana, il fatto che è stata lei a dividere ciascun uovo a volerli vendere, e il successivo dischiudersi di una di queste uova che si è impadronita della sua mente.
Shultz decide di portare in vita il cadavere della donna per chiedere delle informazioni sulle sue annotazioni nel diario ma sbaglia qualcosa e lo spirito si impadronisce del suo corpo. Nonostante questo inconveniente scopriamo che la collana l’ha rissotterrata nel parco sotto il corpo di un morto ma dobbiamo sbrigarci perché in quel luogo ora ci stanno per costruire un laghetto.
Corriamo al parco e troviamo altre uova, ne troviamo 6. Per avere tutte le ametiste ce ne manca solo più una ma non abbiamo ancora idea di dove poterla trovare o se è andata distrutta.
Tornati a casa al sicuro decidiamo di fare il “rituale della morte” che ci è stato dato di nuovo dallo spirito di prima. Disegniamo un cerchio alquanto complicato per terra e posizioniamo al centro un uovo di Shan, il rito dice di distruggere l’uovo, lo facciamo. Schegge di ametista schizzano per tutta la stanza colpendo tutti i presenti; ossia il dottor Shultz, Ara ed io. Le schegge sono troppo profonde per poter essere tolte e le future cicatrici rimarranno a ricordare cosa abbiamo fatto.
Da quel giorno ogni notte, nel mio letto tra le pareti della mia camera che credevo così sicure sogno come morirò. Sogniamo l’onda che travolge Boston, l’onda che travolgerà tutto il mondo e che porrà fine a tutti noi.
Non bevo più! La mia gioia più grande, il Bourbon, mi ucciderà, ho sognato anche questo!
Ho bisogno di un periodo di riposo, di pausa. Torno alla mia vita normale, vado al lavoro e sogno la fine del mondo, tutto sommato è abbastanza tranquilla come cosa, ma gli indizi aumentano e i sogni sono più dettagliati. Scopriamo il giorno della fine di tutto, vediamo l’onda, è il 16 giugno 1932, ci rimangono quasi tre anni.
L’ultima notte il sogno cambia radicalmente, sono in una stanza ampia, forse al museo, e girando l’angolo un uomo con la carnagione come quella di Ara mi mette un coltello alla gola e mi chiede che cosa voglio dalla signorina Tower poi mi taglia la gola.
Mi sveglio nel mio letto con un nome impresso nella mente: TOWER!
Viola, stiamo venendo a salvarti…

Foto del dottor Shultz:
http://www.dvrbs.com/Camden-Streets/DrHymanIGoldstein-circa1929-001.jpg

2 commenti:

Enrico ha detto...

ottimo riassunto! però... cosa c'entra la foto di Amy Johnson? O_o
comunque sì, SALVIAMO VIOLAAAAA!!!! ^_^

nene ha detto...

emh,sarebbe Mel!