A volte vorrei essere quella vecchia signora che seduta al tavolo della sua cucina sposta la tenda per vedere la neve che candida scende e che pensa ai suoi figli ormai lontani, ormai grandi che però le hanno dato tanto e per cui avrebbe voluto fare di più. Quella signora che si preoccupa di avere i soldi per i nipoti più che per lei stessa, che compra dei dolci aspettando loro per aprirli.
E vorrei anche essere quel signore che aspetta qualcuno alla stazione, che è una settimana che sta aspettando che torni a casa e intanto nell'attesa è andato a prendersi un gelato. Quel uomo che sa benissimo cosa gli aspetta da lì a poco ma tenta di non farlo capire, dissimulando il tutto malissimo.
A una persona che mi ha dato tanto e che ancora mi supporta e mi aiuta, ringrazio ogni singolo attimo che ho potuto passarci insieme, e spero in un giorno che verrà e potremmo ancora una volta stare insieme.
sabato 21 febbraio 2009
giovedì 19 febbraio 2009
Non sono triste, sia chiaro!

Oggi, forse, non è il miglior giorno per sorridere. Non che sia triste in alcun modo, è solo un passo della vita. In fondo ci sono i giorni in cui non si è tristi ma nemmeno felici, e allora perché sorridere per nulla? Per accontentare quelle frasi prese dai baci che dicono di sorridere per una persona amata? STRONZATA! Si sorride principalmente per se stessi, non per gli altri. STRONZATA! Se si è tristi come cazzo si fa a sorridere? STRONZATA! Se non si ha voglia non c'è cazzo che tenga, non si sorride... si è neutrale!
E questa non è neanche incazzatura è la solitudine che avanza, è la speranza che ti guarda in faccia e ti dice che se ne andrà presto... ma ormai ci si è abituati e si sa che arriveranno a farti compagnia, che basta aspettare, che in fondo si può sopravvivere in questo mondo di merda. Basta abituarsi!
domenica 15 febbraio 2009
il tempo scorre
E così passano i giorni, i mesi e gli anni; e il tempo si porta via con sé i ricordi, le voci e i gesti dell'infanzia e dei tempi andati.
E si pensa che mai e poi mai dimenticherai la voce di una persona perché l'hai impressa nella mente, o almeno credi di averlo fatto. Ma il tempo è ingannatore e tutto ciò che credi di non perdere viene corroso poco a poco, impercettibilmente, e poi, senza che tu te ne accorga, ti viene portato via e tu arrivi un giorno a renderti conto che nulla è eterno, che non si ferma il tempo... che è il tempo che in realtà ferma te!
domenica 25 gennaio 2009
Death Note

Tempo fa guardavo le copertine di questo manga sparse nella camera con un certo ribrezzo addorsso pensando che quella roba non avrebbe mai attirato la mia attenzione. Non fu così...
Dopo che mi venne narrato a grandi linee la trama del fumetto provai a leggere il primo numero e mi appassionai subito a questo ragazzo che trova nel nostro mondo un libro della morte gettato da un dio della morte che si stava annoiando. Seguendo i suoi principi, che crede essere giusti, Light Yagami comincia a giustiziare criminali. La polizia si allerta e cerca di capire chi è il fautore di questi omicidi e che sta creando lo scompiglio in tutto il mondo. Ad indagare su questo assassino che prende il nome di Kira arriva L, un personaggio che sta nell'ombra e trama e indaga contro questo criminale. La grande intelligenza di L lo porterà a comprendere quasi fin da subito che Light è il colpevole di tutte quelle morti, ma ancora non ha prove.
A complicare il tutto si mette un secondo Kira che aiuita il primo. Ma tutto questo non sfugge alla mente di L che fa di tutto per incolpare sia il primo Kira, Light, e il secondo, Misa Misa un'attrice molto giovane e bella che si innnamora follemente di Light e serve senza sosta Kira.
Ma non tutto va secondo i piani di L. Light è anch'egli un "genio" e riesce ad anticipare L in molte delle sue azioni riuscendo anche, alla fine, ad ucciderlo...
Ma la storia non si conclude così, in quanto L ha degli eredi che prenderanno il suo posto...
venerdì 23 gennaio 2009
Call of Cthulhu
Mi chiamo Melanie, ma mi faccio chiamare Mel, come mia nonna da cui ho ereditato la passione per il Bourbon.
Lavoro come segretaria al Museo di Boston, un lavoro che non proprio amo ma mi permette di mantenere i miei piccoli vizi.
Un giorno mi ritrovai a collaborare al Museo con un giovane studioso (non che io fossi vecchia), e da lì cominciò la "nostra" avventura verso la pazzia.
Io, che dovevo solo fare un' escursione fuori Boston, dopo una notte insolita e "ricorrente", mi ritrovai, con un gruppo alquanto ambiguo e sospetto, in un paesino maledetto dove l'oscurità regnava e tramava contro di noi. Tra candele nere, che bruciano nel buio più profondo, e gente "strana" e non proprio cordiale tornammo, grazie al "fato", ancora una volta al Museo; per poi essere ulteriormente guidati nel bel mezzo di un campo dove da un momento all'altro dovevamo decidere il da farsi della nostra vita.
Forse ho agito d'impulso, ma quella è la mia indole, e così tra la terra di quell'immenso campo trovai della strana polvere che , non ci pensai due volte, mi misi sugli occhi. Dopo di ciò tutta la realtà del mondo, e non solo, mi apparve davanti. Potei vedere tutta l'oscurità che aleggiava nel mondo e notai, in mezzo al campo, un immenso portale oscuro. La mia decisione fu di varcare quell'unica soglia verso l'ignoto...
Fui rimandata indietro nel tempo di 50 anni, dal 1928 al 1878.
Oggi, nel 1901, tengo in braccio la mia nipotina, che porta il mio stesso nome e che vivrà la mia stessa vita . Starà solo a lei decidere se varcare quella soglia fra 27 anni e far ricominciare tutto daccapo.
Lavoro come segretaria al Museo di Boston, un lavoro che non proprio amo ma mi permette di mantenere i miei piccoli vizi.
Un giorno mi ritrovai a collaborare al Museo con un giovane studioso (non che io fossi vecchia), e da lì cominciò la "nostra" avventura verso la pazzia.
Io, che dovevo solo fare un' escursione fuori Boston, dopo una notte insolita e "ricorrente", mi ritrovai, con un gruppo alquanto ambiguo e sospetto, in un paesino maledetto dove l'oscurità regnava e tramava contro di noi. Tra candele nere, che bruciano nel buio più profondo, e gente "strana" e non proprio cordiale tornammo, grazie al "fato", ancora una volta al Museo; per poi essere ulteriormente guidati nel bel mezzo di un campo dove da un momento all'altro dovevamo decidere il da farsi della nostra vita.
Forse ho agito d'impulso, ma quella è la mia indole, e così tra la terra di quell'immenso campo trovai della strana polvere che , non ci pensai due volte, mi misi sugli occhi. Dopo di ciò tutta la realtà del mondo, e non solo, mi apparve davanti. Potei vedere tutta l'oscurità che aleggiava nel mondo e notai, in mezzo al campo, un immenso portale oscuro. La mia decisione fu di varcare quell'unica soglia verso l'ignoto...
Fui rimandata indietro nel tempo di 50 anni, dal 1928 al 1878.
Oggi, nel 1901, tengo in braccio la mia nipotina, che porta il mio stesso nome e che vivrà la mia stessa vita . Starà solo a lei decidere se varcare quella soglia fra 27 anni e far ricominciare tutto daccapo.
venerdì 16 gennaio 2009
Quando il treno parte non è certo che tu stia veramente partendo con lui. Il tuo corpo si muore ma dietro di te lasci delle emozioni, dei ricordi, dei pensieri che non possono seguirti perché il loro posto è nella città che stai lasciando. E non importa se è la centesima volta che stai partendo, se in quel sedile ti sei già seduta e il paesaggio non cambia se non con le stagioni, quello che senti è sempre nuovo, unico, irripetibile.
A volte non vorresti partire, vorresti poter correre in mezzo alla gente senza curarti dei loro sguardi; vorresti arrivare, ansimante, davanti al viso di quella persona e dirle un'altra volta quello che provi per lei. Vorresti poter passare un'altro attimo tra le sue braccia anche se sai che ci saranno altri momenti, altri luoghi, altri abbracci. Ma in quel momento vorresti solo scendere dal treno e rimanere nella banchina e sperare che per una volta questo sogno si avveri, mentre sotto di te le ruote del treno girano e ti portano via.
A volte non vorresti partire, vorresti poter correre in mezzo alla gente senza curarti dei loro sguardi; vorresti arrivare, ansimante, davanti al viso di quella persona e dirle un'altra volta quello che provi per lei. Vorresti poter passare un'altro attimo tra le sue braccia anche se sai che ci saranno altri momenti, altri luoghi, altri abbracci. Ma in quel momento vorresti solo scendere dal treno e rimanere nella banchina e sperare che per una volta questo sogno si avveri, mentre sotto di te le ruote del treno girano e ti portano via.
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